Diamo un tetto all'energia pulita

Giovedì 8 gennaio ho partecipato alla riunione informativa indetta da Solaris S.r.l. che presentava il progetto "L'energia solare per risparmiare". Il progetto in questione ha due obiettivi molto nobili, produrre energia pulita e far risparmiare i privati favorendo l'installazione di pannelli fotovoltaici.

Allo stato dei fatti, qualsiasi privato potrebbe far installare questi speciali pannelli affrontando però, un investimento piuttosto impegnativo: per produrre l'energia necessaria a soddisfare il fabbisogno di una famiglia di medie dimensioni, infatti, la cifra da sborsare si avvicina ai venti mila euro. Pur considerando che l'investimento si "ripagherebbe" da solo con il tempo (all'incirca dieci anni) tramite il risparmio energetico e l'incentivo (Conto Energia) che il Gestore Speciale dell'Energia (GSE) eroga per l'eventuale energia rimessa in rete, a questo bisognerebbe aggiungere i costi di installazione, di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria ed il rischio di deperimento e di rottura (ad esempio in caso di grandine).

Proprio per questo, il fotovoltaico non è molto usato. Comporta rischi ed investimenti che scoraggiano anche i più sensibili ai temi ambientali. Molto più spesso si opta per il solare termico (riscaldamento dell'acqua) che ha un rapporto costi/benefici più sostenibile.

A questo problema sembra ci abbia pensato Solaris S.r.l. Questa società, che è partecipata al 50% dal Comune di Sant'Urbano e al 50% dal Comune di Piacenza d'Adige, in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo Atestina, ha presentato un progetto che elimina buona parte dei problemi legati al rischio. È infatti la Solaris stessa ad esporsi economicamente, acquistando i pannelli, installandoli e ad accollandosene le spese di manutenzione sia ordinaria sia straordinaria. Mentre per il rischio di danneggiamento legato alla grandine, hanno una particolare assicurazione che li tutela.

Ma loro cosa ci guadagnano? Ovviamente è una buona iniziativa ma non è un regalo. In cambio Solaris otterrà i vantaggi legati al Conto Energia ed un canone percentuale sull'energia prodotta dall'impianto.

Questo canone percentuale è direttamente proporzionale alla dimensione dell'impianto, in altre parole, all'aumentare dei kW/h richiesti, aumenta la percentuale da destinare a Solaris. Con un esempio, un impianto da 3kW/h ha un canone percentuale del 35% mentre un impianto di 20 kW/h ha una percentuale del 50%.

Su "Il Mattino di Padova" di pochi giorni fa, le amministrazioni parlavano di trenta impianti attivabili fra i Comuni di Sant'Urbano e Piacenza, quindici per Comune ma, vista la numerosa partecipazione alla serata è facile presumere che le domande saranno in maggior numero rispetto alla disponibilità iniziale. Bisogna quindi fare luce sui criteri di scrematura. Premesso che il bando non è ancora disponibile, scrivo queste righe basandomi sulle parole pronunciate durante la serata dal relatore, l'ingegner Gianfranco Fanton e potrei essere smentito una volta pubblicato il bando ufficiale.

Per prima cosa, tramite una domanda di dimostrazione d'interesse, si manifesterà la propria disponibilità ad "affittare" il proprio tetto a Solaris. Da questa domanda, verranno richiesti dei dati di sostenibilità dell'impianto, tipo l'esposizione del tetto (deve essere a sud, sud-est o sud-ovest), la metratura disponibile per gli impianti e il consumo attuale in kWh/anno. Giusto per non farvi perdere tempo, per un impianto da 3kW/h occorrono all'incirca 24 metri quadri di pannelli. Se non avete a disposizione questa metratura sul lato esposto a sud, non potrete accedere all'installazione.

Se da questa prima scrematura legata a meri aspetti tecnici, le domande dovessero superare comunque la disponibilità, si procederà alla selezione secondo criteri economici. Infatti, Solaris è una società privata e, com'è ovvio che sia, ha come fine ultimo quello di produrre utile.

Anche se in quest'operazione è emersa una logica di profitto e non di speculazione, è facile prevedere che gli impianti "piccoli", cioè quelli domestici con canone di noleggio al 35% dell'energia prodotta, dovranno avere una contropartita di impianti "grandi", con canone al 50, per garantire la copertura delle spese. Presumo quindi che il metodo di selezione sarà legato alla produzione del "Conto Energia".

Aspetteremo il bando per avere maggiori dettagli. Nel frattempo, chi fosse interessato, può inviare la domanda che comunque non è vincolante, ma è solo una dimostrazione d'interesse. Passata la fattibilità tecnica e la scrematura, se sarete uno dei potenziali beneficiari, riceverete un'offerta formale (contratto) che potrete o meno accettare.

Per chiarire meglio il vantaggio di questo tipo di impianto, cercheremo al più presto di portarvi un esempio "numerico" concreto di quanto potrebbe risparmiare una famiglia di medie dimensioni.

Pubblicato da Riccardo Slanzi | 10/01/2009 | Articoli locali | Letto 527 volte

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