Paladino a tutela della privacy!
In questi giorni il Ministro Alfano si danna l'anima per far approvare, il prima possibile, un decreto legge per vietare le intercettazioni telefoniche, salvo quelle previste da inchieste riguardanti la criminalità organizzata e il terrorismo.
Certamente vanno tutelati i diritti individuali, quale quello sulla privacy, ma credo vadano anche lasciati ai Magistrati i mezzi per fare il loro lavoro, ovvero fare chiarezza sui reati e su chi li ha commessi.
Ricordiamoci che se le norme annunciate dal Governo fossero state in vigore negli ultimi anni, alcuni degli scandali più chiacchierati non sarebbero esistiti, o almeno non avrebbero avuto l'eco mediatica che tutti ricordiamo. Si pensi a Calciopoli, a Vallettopoli, alla vicenda che portò all'arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, le manovre dell'ex governatore Fazio e dei furbetti del quartierino.
Siamo veramente convinti che sia meglio tutelare la privacy di individui come questi?
Pensate invece allo scandalo della clinica Santa Rita di questi giorni a Milano. Le intercettazioni che hanno fatto venire alla luce alcune operazioni degli affaristi del dolore, tipo questa: "Alfredo Scordo, 76 anni, sotto i ferri del chirurgo nell'aprile del 2005. Aveva, dice la procura, una polmonite in via di guarigione, mentre i medici della clinica gli hanno asportato linfonodi e "decorticato" un polmone. "Mi hanno aperto la schiena, quattro ore sotto i ferri per un intervento lungo e doloroso" dice oggi il signor Alfredo."
È ancora meglio tutelare la privacy di gente che non ha rispetto neanche per la malattia del prossimo? Cosa si nasconde dietro questa intransigente volontà di proteggere la privacy altrui ma, evidentemente e soprattutto, la propria?
Per non parlare poi delle pene annunciate da Berlusconi al congresso di Confindustria: "Saranno previsti 5 anni di carcere per chi le eseguirà, 5 anni per chi le userà e 5 anni per chi le propagherà". Cinque anni? Una pena esemplare, certo, peccato poi che in Italia la pena per un furto sia da 6 mesi a 3 anni. Per uno stupro la pena va da 5 a 10 anni. Considerando che il massimo della pena è concesso raramente, vuol dire che stiamo paragonando una intercettazione telefonica ad uno stupro?
Personalmente speravo, visto anche il nuovo clima politico italiano, che il signor Berlusconi avesse perso la brutta abitudine di manipolare le leggi a suo uso e costume, che realmente stesse lavorando per migliorare la condizione di vita degli Italiani, che il Ministro alla Giustizia fosse impegnato a far recuperare quel senso di sicurezza percepita che permetterebbe alla gente di vivere più tranquilla. Purtroppo però i fatti, ancora una volta, dimostrano il contrario. Per ora si tratta solo di un processo alle intenzioni, speriamo che il Parlamento sia più coscienzioso e operi realmente nell’interesse del Paese.
Nel mio piccolo e per quanto possa servire, se mai un giorno dovessi essere indagato, vi autorizzo fin da ora a violare la mia privacy. Se vi fa piacere, potete ascoltare tranquillamente tutti i miei discorsi telefonici. Non ho nulla da nascondere, IO.
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