Rinnovamento e radicamento
In questa campagna elettorale per le provinciali di Padova, va messo in risalto il fatto che il Partito Democratico ha compiuto una scelta che va decisamente nella direzione del rinnovamento, anche generazionale, dei candidati.
Ciò è tanto più vero per le candidature della Bassa Padovana, dove sono prevalsi candidati alla loro prima esperienza in questo tipo di elezioni e dalla media anagrafica decisamente bassa. Non solo, ma forte è il radicamento di ciascun candidato nel proprio collegio.
Gli altri partiti, soprattutto quelli maggiori, hanno fatto invece prevalere la logica della doppia poltrona (ci sono tanti sindaci in carica), persone straviste ormai da almeno dieci o quindici anni, o addirittura candidati assolutamente slegati al territorio.
Proprio su quest'ultimo punto, spicca in negativo la scelta della Lega Nord, che a parole è per il territorio e poi, nella pratica, contravviene a quella che dovrebbe essere la sua filosofia, per fare scelte decisamente partitocratiche. Esempio lampante di questa situazione è la decisione di candidare nel collegio 16 composto da Ospedaletto Euganeo e altri nove comuni, la sindaca di Vescovana Elena Muraro che, se fosse eletta consigliere provinciale, si troverebbe a rappresentare dei Comuni che non conosce e che hanno interessi o caratteristiche ben diversi da quello che amministra come Sindaco. In materia di viabilità o di smaltimento dei rifiuti, tanto per citare solo alcune fra le più importanti tematiche, il comune di Vescovana nulla ha a che vedere con i Comuni del collegio 16, anzi si trova ad avere esigenze contrapposte. In questo modo si creerebbe una sorta di conflitto di interessi fra il suo ruolo di Sindaco e quello di consigliere provinciale; proviamo a pensare a cosa succederebbe se la Provincia, nel destinare fondi alla viabilità della Bassa Padovana, dovesse decidere di investirli nella zona di Solesino, Stanghella e Vescovana anziché nella zona di Ospedaletto, Carceri e Ponso (tanto per fare un esempio); come voterebbe Elena Muraro: per gli interessi del suo comune o per quelli del Collegio che rappresenta a livello provinciale? E se si dovesse stabilire se fare un termovalorizzatore tra Vescovana e Granze piuttosto che fra Sant'Urbano e Piacenza d'Adige, come si comporterebbe la candidata della Lega? Queste domande sono tanto più importanti per il fatto che la Sindaca di Vescovana ha in più di un'occasione agito contro alcuni dei comuni del Collegio che ora vuole rappresentare in Provincia (pensiamo alle note vicende che l'hanno vista contrapposta a Piacenza d'Adige, Vighizzolo e Sant'Urbano per i contributi regionali elargiti per il disagio arrecato dalla discarica tattica regionale di Sant'Urbano).
Altro che partito della gente e del territorio, la Lega Nord in questa vicenda si è comportata come quei partiti cosiddetti "romani" che a parole tanto ama criticare.
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