Lo strano federalismo all'italiana

"Regaleremo il federalismo agli italiani", ha detto Umberto Bossi. È abbastanza recente per poter essere ritenuto attendibile uno studio degli artigiani di Mestre (in sigla CGIA) che nel 2007 ha effettuato e resa pubblica una elaborazione dei dati della Ragioneria generale dello Stato in cui raffronta il saldo finanziario di ciascuna regione italiana. Il saldo esprime la differenza tra le principali imposte che i cittadini di ciascuna regione pagano allo Stato centrale e i benefici che ritornano sul territorio sotto forma di trasferimenti statali alle amministrazioni locali.

E qui qualche sorpresa la si trova. Perché se è vero che un cittadino lombardo ci rimette quasi seimila euro l'anno (saldo tra quanto paga e quanto riceve); è altrettanto vero che un cospicuo credito lo vantano anche i laziali. Il Lazio, appena dopo la Lombardia ma prima del Veneto, dà molto di più di quanto riceve. Un cittadino romano versa in media 5060 euro in più: il saldo finanziario negativo è evidente e nettissimo. Un romano dunque ci perde circa duemila euro in più di un concittadino del Veneto che ha un saldo procapite di tremila euro. A seguire gli emiliani, poi liguri, marchigiani, umbri e abruzzesi. Tra gli italiani che ci guadagnano, al primo posto, e siamo comunque nel nord, troviamo i valdostani (3198 euro procapite), poi i trentini (2459 euro), i lucani, i siciliani, i sardi, i calabresi. Verso un quasi pareggio, i molisani, i campani e i pugliesi (rispettivamente ricevono a testa 496, 215 e 91 euro più di quel che danno).

Sul residuo fiscale delle Amministrazioni pubbliche, si è applicato il Centro Studi Sintesi per conto di Unioncamere Veneto. Ha sviluppato i dati riferiti alla differenza tra quanto viene raccolto in tasse e quanto si spende di quei tributi su quei territori. Ancora una volta, la Lombardia riceve più di quanto spende, come pure i veneti e i toscani.

C'è dunque un'Italia che paga il conto del ristorante anche all'altra che invece non può permetterselo. E qui, una novità: i friulani partecipano al pasto ma non saldano. Lasciano agli amici il piacere di farlo (residuo fiscale di 2615 per ogni abitante). Anche i liguri (2285 euro procapite), oltre ai trentini, agli altoatesini e ai valdostani.

Se la geografia non è un'opinione, e i conti fatti dalla CGIA di Mestre sono esatti, qualcuno (la Lega?) dovrebbe delle spiegazioni.

Fonte: Antonello Caporale per Repubblica

Pubblicato da Riccardo Slanzi | 02/04/2008 | Articoli nazionali | Letto 176 volte

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