Dionisio e la piazza / Marco

Dionisio Fiocco ci ha scritto:

ringrazio gli amici del pd per il banchetto del democratic day davanti alla scultura d'acciaio nella, da voi, contestatissima piazza di carmignano apprezzata, invece, dai numerosi esponenti della cultura di sinistra che sono venuti a visitarla (elio armano, franco miracco, marco paolini...).
le migliori rappresentazioni sono quelle in cui gli attori sono protagonisti inconsapevoli.
la piazza vive anche grazie a voi.
ciao a tutti.
dionisio fiocco


La mia risposta:

Caro Dionisio, anch'io voglio raccogliere la sfida (o provocazione) che, in qualche modo, ci hai lanciato, definendoci protagonisti inconsapevoli della piazza di Carmignano e lasciando capire che, alla fin fine, con la nostra presenza avremmo testimoniato apprezzamento per il gusto estetico o artistico con cui è stata costruita, in contraddizione con le critiche da noi più volte manifestate.

Ma il tuo tentativo è capzioso e fuorviante, e lo sai bene.

Sicuramente noi, come chiunque altro si trovi, abitualmente od occasionalmente, a calcare il suolo impervio della piazza di Carmignano, ne siamo in qualche modo protagonisti, e neppure tanto inconsapevoli; e noi più di altri, visto che la nostra presenza è frequente, per fare quattro chiacchiere fuori dal bar, per la campagna elettorale, o semplicemente perché la piazza, bella o brutta che sia, è per definizione il luogo di ritrovo.

Ma siamo noi che la usiamo, non la piazza che usa noi.

E che la piazza sia brutta lo penso ogni giorno di più, e lo penso indipendentemente da un giudizio estetico per il quale, magari, potrei non avere la stessa preparazione di Elio Armano. No, penso che la piazza sia brutta perché è priva di vita, perché non trasmette alcun calore, alcun senso di familiarità, perché la piazza e le persone che vi transitano, o che vi si fermano, non si compenetrano fino a diventare quasi un'unica entità. È un corpo estraneo, una fastidiosa protuberanza o appendice che le persone, non potendola eliminare, sono costrette a sopportare, ma verso la quale tradiscono un senso di non appartenenza. E se possono la evitano, non l'attraversano perché è scomoda, o pericolosa, preferendo girarvi attorno. Se si pensa alla piazza di Carmignano, prova a farci caso, la si pensa sempre senza persone; viceversa, chi mai potrebbe pensare a Piazza S. Marco, a Prato della Valle, a Piazza S. Pietro, senza gente?

Piazza Aldo Moro, invece, non è più dei cittadini, è solo ed esclusivamente del suo progettista, è la sua idea di piazza, ma non è la nostra, non è quella dei cittadini di Carmignano, di quelli che vi abitano ancora e di quelli che se ne sono andati via e che, nel fare ritorno, non credono ai loro occhi, di fronte a questa mostruosità.

La piazza comunica un senso di fredda tristezza perché nulla è vivo su di essa ed intorno ad essa, perché al posto di piante vive che costano poco o nulla, si è preferita una scultura di metallo che costa migliaia di euro, dove nessun uccello oserebbe mai fare il nido, ed infatti ne è stato posto accanto uno di ferro; perché nessun bambino, ormai, l'attraversa più per raggiungere una scuola, da tempo chiusa e in rapido sfacelo; perché lo scorrere artificiale dell'acqua della fontana, è quanto di più lontano possa esservi dal rilassante fluire di un ruscello.

La piazza piace ad Elio Armano o Marco Paolini non perché sono di sinistra (ma chi se ne frega poi...), ma perché non vi abitano, non vi si fermano, non vi incontrano gli amici o i conoscenti, perché per loro è come guardare una foto di una piazza che potrebbe essere a Carmignano, come a New York o nel deserto del Sahara. Ma chi vi abita la giudica incomprensibile e scomoda, prima ancora che brutta, ne avverte l'intralcio al suo transito quotidiano.

Non ringraziarci, quindi, per aver usato la piazza: semplicemente ci serviva un posto dove metterci, per fare politica in una maniera un po' all'antica, forse, semplice e schietta, parlando alle persone di idee e di programmi, in un periodo in cui, purtroppo, sempre più si cercano voti riempendo le pance degli elettori, in maniera proporzionale allo svuotamento dei loro cervelli.

Spero che continuerai a leggerci nel nostro sito.

Ciao
Marco Del Piccolo

Pubblicato da Marco Del Piccolo | 08/04/2008 | Articoli locali | Letto 348 volte

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