Solaris S.r.l.: vassalli e valvassori?

Da un articolo apparso sul "Il Mattino di Padova" di domenica 4 maggio, apprendiamo che il Comune di Piacenza d'Adige ha intenzione, prossimamente, di realizzare importanti opere pubbliche, tra le quali spicca una palestra dal costo veramente notevole di 6 milioni di euro.

Ora, si dirà, affari loro. Ma non è così, perché sono anche affari nostri, cioè del Comune e dei cittadini di Sant'Urbano. Infatti, il sindaco di Piacenza Giorio, ha affermato che queste opere così imponenti saranno realizzate dalla società Solaris S.r.l., che, rammentiamo per i tanti che probabilmente non lo sanno, è una società partecipata al 50% ciascuno dai comuni di Sant'Urbano e di Piacenza d'Adige. E qui iniziano le nostre perplessità per svariati motivi, ovviamente se la cosa fosse confermata ufficialmente.

Innanzitutto, è lecito chiedersi come sia possibile far ricorso alla società Solaris per realizzare opere pubbliche, quando per il suo oggetto sociale essa dovrebbe dedicarsi alla produzione di “energia pulita”, utilizzando fonti alternative quali le biomasse vegetali, il solare, il fotovoltaico, ecc. Utilizzarla come una qualsiasi società di costruzioni, oltre che inopportuno, appare anche giuridicamente impossibile.

In secondo luogo, ad oggi non risulta che la Solaris disponga di una struttura e di un'organizzazione idonea a realizzare opere pubbliche come quelle ipotizzate dal sindaco Giorio. Questo significa che, se si volesse dar corso a queste intenzioni, bisognerebbe certamente aumentare notevolmente il capitale sociale, per acquistare mezzi ed assumere dipendenti, ovviamente con costi ripartiti a metà fra i due soci. Anche il comune di Sant'Urbano, quindi, dovrebbe far fronte a questo aumento di capitale, ovviamente con soldi dei cittadini, allo scopo di realizzare opere che riguardano il solo Comune di Piacenza d'Adige.

E qui ci troviamo di fronte al terzo dubbio sull'intera operazione: infatti, da statuto comunale, la partecipazione del Comune di Sant'Urbano a società di capitali è ammessa unicamente per il conseguimento di interessi pubblici; quale sia l'interesse pubblico del Comune di Sant'Urbano a realizzare opere in un altro Comune è assai arduo capire.

E veniamo all'ultima questione, più propriamente politica. Come si sa, qualche anno fa la Giunta Comunale di Sant'Urbano, con una decisione sempre tenuta nascosta e mai giustificata di fronte ai cittadini, aveva ceduto al Comune di Piacenza d'Adige la propria quota parte di area industriale. Questa decisione, che aveva l'effetto di bloccare definitivamente e totalmente lo sviluppo economico del nostro Comune, veniva spiegata dal Sindaco Fiocco affermando che il nostro Comune non poteva in alcun modo aumentare la propria area industriale, perché impedito dagli strumenti urbanistici regionali e provinciali; per questo motivo, aveva preferito cedere la nostra quota al Comune di Piacenza d'Adige, che invece, attorno al futuro casello autostradale poteva realizzare un'ampia zona industriale, artigianale e commerciale.

A fronte di queste generosa regalia, Piacenza d'Adige non ha mai dato nulla in cambio. Ma in un'ottica di collaborazione sinergica fra i due comuni, sarebbe opportuno che, come noi abbiamo agevolato il comune di Piacenza per il suo sviluppo industriale e commerciale, quest'ultimo facesse riferimento al Comune di Sant'Urbano per quanto riguarda i servizi che questo può offrire. Invece niente di tutto questo è accaduto, dato che il Sindaco Giorio non ha mai accettato che i ragazzi delle scuole di Piacenza potessero essere trasferiti nel nuovo e moderno plesso di Sant'Urbano, che così ogni anno rischia la chiusura per mancanza di alunni, e adesso vuole realizzare in proprio una super-palestra, mentre potrebbe essere utilizzata la palestra di Sant'Urbano che, oltre ad essere di recente costruzione e ben attrezzata, è purtroppo sotto utilizzata. Con l'aggravante che, in questo caso, coi soldi dei cittadini di Sant'Urbano verrebbe realizzata una struttura direttamente concorrente con la nostra palestra.

Sarebbe utile che il Sindaco Fiocco chiarisse se la società Solaris davvero sarà incaricata di costruire queste opere pubbliche e che, in ogni caso, si attivi e si faccia valere per ottenere finalmente che il Comune di Piacenza d'Adige ricambi i preziosi vantaggi ricevuti graziosamente dal nostro Comune, altrimenti vorrebbe dire che il nostro comune è diventato, di fatto, il vassallo del nostro comune limitrofo.

Pubblicato da Marco Del Piccolo | 17/05/2008 | Comunicati stampa | Letto 747 volte

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