100.000 processi bloccati!
La nuova norma ad personam, che sospende il processo in cui è imputato il Presidente del Consiglio Berlusconi, e quella che restringe le intercettazioni, oltre a rappresentare una vergogna sul piano politico, avrà dei riflessi molto gravi in materia di sicurezza, ossia proprio nella materia che è stata finora il vessillo delle iniziative del governo, il faro che le illuminava, almeno così si diceva.
Il provvedimento di sospensione dei processi consentirà a Berlusconi di avere un anno di tempo per farsi preparare il salvagente definitivo, ossia una riedizione del Lodo Schifani, che consente alle cinque più alte cariche dello Stato di non essere processate finché dura il loro incarico (ma guarda caso fra queste cariche l'unico ad essere in posizione di imputato ed indagato è proprio il Presidente del Consiglio).
Tuttavia, ed è qui la cosa più grave, il processo non verrà sospeso solo per l'imputato Silvio Berlusconi, ma per tutta una serie di reati che, come quello di cui è accusato il premier, sono stati commessi prima del 30 giugno 2002.
Per esempio, un furto, una rapina, un sequestro di persona, una truffa, una frode fiscale, l'associazione per delinquere, la pedopornografia, l'omicidio colposo, lo stupro. Tutti reati che, proprio secondo il governo, sono particolarmente gravi e che destano allarme sociale, visto che ne ha addirittura inasprito le pene.
Facciamo alcuni casi pratici: supponiamo che un cittadino della nostra regione, magari abitante in quella Treviso patria del sindaco–sceriffo Gentilini, abbia subito una rapina nel gennaio del 2002, durante la quale può essere stato legato, picchiato, minacciato con la pistola da una banda di rapinatori dell'est europa. Supponiamo che sia fissata l'ultima udienza per il processo di primo grado che vede imputati i rapinatori: ebbene, anche se manca una sola udienza, anche se la loro condanna è a portata di mano e finalmente le vittime possono ottenere giustizia, l'udienza sarà rinviata di almeno un anno, in teoria; in pratica il rinvio sarà molto più lungo perché decorso il termine di sospensione, ed ammesso che non ne venga emesso un altro nel frattempo, dovrà essere fissata una nuova udienza secondo il calendario del magistrato, dovranno essere fatte le notifiche alle parti e ai difensori, come minimo altri 6 o 7 mesi, se non di più. Così le incolpevoli vittime della rapina, che magari avevano in buona fede votato la Lega per avere più sicurezza, si troveranno beffate e tradite proprio dai loro politici di riferimento.
Facciamo un altro esempio: un extracomunitario violenta una dodicenne nell'ottobre del 2001; è in carcere in custodia cautelare, affinché non possa scappare o commettere altri reati simili prima di subire la condanna definitiva; il processo a suo carico, che non ha ancora visto concluso il primo grado, sarà sospeso dal provvedimento "salva Berlusconi". Nel frattempo, però, dato che la custodia cautelare non può superare certi limiti di tempo, nell'anno e passa in cui il processo è sospeso, può accadere che questi termini massimi decorrano, con la conseguenza che l'imputato, anche se palesemente colpevole e pericoloso, potrà uscire indisturbato, potrà sottrarsi ad una nuova cattura e potrà violentare altre ragazzine.
Terzo esempio: molti risparmiatori, migliaia, hanno a suo tempo comprato i bond della Cirio, una colossale truffa finanziaria che aveva fatto perdere a tanti lavoratori e pensionati i loro sudati risparmi: il processo in corso adesso sarà sospeso e andrà in fumo il desiderio di tanti risparmiatori di vedere, finalmente, puniti gli autori della truffa ai loro danni e riconosciuto il loro diritto ad essere risarciti.
Quarto esempio: nel maggio del 2001 un ubriaco al volante travolge un bambino di otto anni che sta andando in bicicletta su una pista ciclabile; si è appena conclusa l'udienza preliminare con il rinvio a giudizio; nulla da fare, processo rinviato e la fine è ancora lontana, con buona pace dei genitori distrutti per la morte del piccolo.
Quinto esempio: una giovane Rom sottrae alla madre il figlioletto di tre anni, nell'ottobre del 2001; il processo è ancora fermo al primo grado e la sentenza non è ancora stata emessa, cosicché vi sarà la sospensione e la giusta punizione per la "ladra di bambini" sarà procrastinata a chissà quando (magari nel frattempo ci riproverà con il figlio di qualcun altro).
E per quanto riguarda le intercettazioni, il discorso non è molto diverso; con i limiti imposti dal disegno di legge voluto dal Governo non avremmo mai potuto scoprire reati gravissimi e di grande allarme sociale. L'ultimo è l'episodio della clinica Santa Rita, dove medici senza scrupoli operavano senza alcuna ragione clinicamente plausibile ignari pazienti, che spesso sono morti o hanno riportato lesioni che li condizioneranno per tutta la vita.
Ma anche il processo per il crac Parmalat non ci sarebbe stato senza intercettazioni, alla faccia dei tanti risparmiatori truffati.
E le intercettazioni per scoprire reati come la l'associazione per delinquere finalizzata, ad esempio, per commettere rapine e furti in villa? Anche quelle saranno impossibili.
Viene da chiedersi: è così che la Lega e Alleanza Nazionale, che hanno fatto della sicurezza e del Law & Order la loro parola d'ordine, intendono tutelare i cittadini? È così che ripagano della fiducia gli elettori che li hanno convintamente votati in massa, soprattutto nella nostra regione? Come faranno Maroni e Calderoli e Castelli e La Russa e Alemanno e Gasparri ecc. a dire ai loro elettori che, per impedire che Berlusconi possa essere processato a Milano, verranno bloccati o impediti i processi a rapinatori, truffatori, stupratori?
Questo è il vero lato negativo, più grave, della nuova legge ad personam, e di questo devono essere chiamati a rispondere tutti quei parlamentari della maggioranza che compattamente ne hanno voluto l'approvazione.
Quanto al Partito Democratico, va bene uscire simbolicamente dall'aula, va benissimo sospendere il dialogo con chi distorce a suo uso e consumo le leggi e le istituzioni del paese, anche l'ostruzionismo va bene di fronte a queste porcate, ma la vera lotta va fatta sulle conseguenze concrete di questi provvedimenti, spiegando alle persone quali saranno gli effetti di queste norme e, soprattutto, facendo una proposta seria per velocizzare la giustizia, in modo da far sì che, anziché essere sospesi e ulteriormente rallentati, i procedimenti più vecchi siano rapidamente portati alla conclusione.
Questo è dare concretamente sicurezza alle persone; gli strilli e le accuse di regime, per quanto condivisbili e fondate, non danno comunque le risposte che i cittadini si attendono dalla politica.
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