Biogazia, le città sono la forma del tempo

È un'iniziativa promossa dalla Regione Veneto, in collaborazione con il Comune di Sant'Urbano e si prefigge come scopo di essere il punto di partenza per aprire un ragionamento ampio sul futuro della discarica tattica regionale di Balduina.

Forse le parole più significative emerse dal convegno di giovedì mattina sono uscite proprio dalla bocca del sindaco Fiocco quando ha esposto i quattro scenari possibili dell'impianto: chiusura (considerata dallo stesso come una disgrazia cui si opporrà in modo rigoroso), innalzamento, allargamento, realizzazione di un termovalorizzatore. Soprattutto quest'ultima ipotesi è stata più volte sostenuta negli interventi che si sono susseguiti durante la mattinata dai relatori, in particolar modo dal segretario regionale all'ambiente, Roberto Casarin.

A tal proposito, il circolo PD locale esprime un giudizio severo e netto. Pur ravvisando l'assoluta necessità di trovare soluzioni alla saturazione del comparto smaltimento rifiuti, per il Veneto si data al 2014, ve detto con fermezza che il piano regionale sui rifiuti risale ancora al 2004; in tale piano le aree di criticità erano due, a nord il trevigiano/bellunese, a sud la bassa padovana e il rodigino. Oggi, con le nuove disposizioni dell'ATO unico e la conseguente normativa che vuole che ogni provincia si doti di un impianto di smaltimento dei propri rifiuti, il PD richiama le province come Treviso che, complice il veto della Lega, non si sono dotate di termovalorizzatori, a mettersi in regola. Quando ogni provincia veneta sarà autonoma (e non andrà a sbandierare la propria virtuosità proclamandosi paladina della “produzione di rifiuti zero”), si potrà ragionare collegialmente sull'eventualità di un impianto regionale, qualora se ne ravvisasse la necessità.

Va ricordato che, ad oggi, la provincia di Padova possiede già un termovalorizzatore presso Camin e che si sta dotando di una terza linea di smaltimento ; alla luce di questa importante realtà, e considerando quanto il Comune di Sant'Urbano abbia già dato in termini di disagio con la presenza ingombrante e quasi ventennale della discarica, il PD locale si dice fermamente contrario alla realizzazione di altri impianti nel proprio territorio.

Vanno fatte alcune considerazioni a margine anche sull'iniziativa Biogazia, almeno per quanto riguarda il suo aspetto culturale. Non condividiamo in alcun modo il ragionamento del segretario regionale alla cultura, Angelo Tabaro, quando paragona i rifiuti delle nostre discariche ai reperti archeologici delle antiche civiltà. Crediamo vi sia ben poco di culturale da lasciare alle generazioni future seppellendo scarti nocivi del nostro consumismo; gli antichi greci e romani non ci hanno lasciato plastiche, diossine, PVC e veleni vari, ma monumenti, sculture, vasi decorati, suppellettili, gioielli che ancora oggi ci stupiscono per la loro bellezza ed il loro valore.

Altrettanto discutibile è stata l'affermazione per cui i rifiuti ammonticchiati formano colline che, rompendo la monotonia della pianura, renderebbero il territorio più interessante; crediamo che anche questa “riflessione” si commenti da sé.

In conclusione, una discarica deve essere vista e considerata in quanto tale, ovverosia come un male necessario, frutto di una moderna società consumistica non in grado (almeno per il momento) di autodifendersi dai gravi rischi che l'inquinamento in genere porta al pianeta Terra. Sensibilizzare la popolazione aprendo le porte delle discariche e mostrandone la dura realtà è un dovere morale di ogni Amministrazione responsabile. Le sculture gli spettacoli culturali, i concerti portiamoli prima nelle piazze e nei centri, che sono da sempre i luoghi deputati all'aggregazione, al confronto e – probabilmente – al miglioramento di una seppur piccola comunità.

Pubblicato da Emanuele Cusin | 20/09/2008 | Articoli locali | Letto 605 volte

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