25 aprile e il revisionismo del Sindaco
Dopo anni di latitanza, l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci ha organizzato la festa della liberazione presso il polo scolastico di Sant'Urbano.
In un contesto celebrativo di rilievo, in cui la banda musicale di Villa Estense ha eseguito brani commemorativi e gli alunni delle scuole medie hanno recitato poesie sula Resistenza, si sono inseriti gli interventi di Cirillo Manzato, membro padovano dell'ANCR e del sindaco Fiocco.
Manzato ha ricordato, con sentita partecipazione, i valori fondanti della resistenza ripresi dalla Costituzione quali la libertà, l'unità della Patria sotto il Tricolore, il dovere al ricordo da parte delle nuove generazioni e ha condannato altresì il regime nazifascista causa, peraltro, della morte del padre partigiano all'età si soli trentotto anni.
Di altro registro l'intervento del Sindaco che in un discorso a ruota libera ha condannato tutti i totalitarismi passati e presenti rimarcando in maniera confusa e approssimativa improbabili "aspetti positivi del regime fascista e comunista".
Ai perplessi ascoltatori presenti è sorto un dubbio: avrà il Sindaco commesso uno scivolone causato da un intervento poco preparato o, peggio, ci troviamo di fronte ad un malcelato tentativo di revisionismo storico? Non vorremmo si confondessero le cose mescolando in maniera qualunquista la prima fase socialista di Mussolini durante la quale furono introdotti provvedimenti di fondamentale importanza, quali il non interventismo al primo conflitto mondiale, le pensioni agli anziani e la realizzazione di alcune opere utili, quali le bonifiche.
Tali provvedimenti non vanno assolutamente confusi con l'immane tragedia del periodo fascista di Mussolini, quello che portò l'Italia in guerra, fu causa di milioni di morti e coinvolse anche gli italiani nelle deportazioni naziste.
La storia è una soltanto e parla con i fatti vissuti in prima persona sulla pelle dei nostri Padri ed è il monito più forte per i nostri Figli per non commettere di nuovo gli stessi errori.
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