Continua il calo demografico

Uno degli aspetti più preoccupanti dello sviluppo del nostro Comune investe di sicuro il suo andamento demografico; è infatti il dato più sconcertante soprattutto se confrontato con quello delle realtà territoriali limitrofe, e lo è ancor di più se viene accostato ai numeri che si evincono dai bilanci comunali, bilanci che per il Comune di Sant'Urbano contano cifre in positivo a molti zeri, almeno dal 1990 in poi, anno di realizzazione della discarica di Balduina.

Da un'analisi a tutto campo, risulta che gli sforzi delle Amministrazioni Comunali più recenti si sono concentrati soprattutto nella realizzazione di grandi opere costosissime di dubbia efficacia ai fini di un auspicabile effetto positivo sull'incremento della popolazione: si pensi al polo scolastico-ricreativo, nell'ambito del quale è stata costruita la piscina intercomunale (di fatto si è realizzato il simulacro di una quinta frazione DISABITATA), ma si pensi anche alla casa albergo di Cesuna, alla controversa piazza di Carmignano, e poi alle tante opere episodiche sparse qua e là nel territorio, come la restaurazione del ponte della Rotta Sabadina, la ristrutturazione della pizzeria di Balduina, la psichedelica rotonda su via Chiaviche, e l'elenco potrebbe proseguire ancora a lungo. Ma nonostante tutto ciò, l'andamento demografico segna ancora una volta il pollice verso.

L'attuale Amministrazione concentra allora i propri sforzi nel settore dei servizi da offrire al cittadino, visto che, a detta proprio del sindaco, il nostro Comune ha chances se si distingue particolarmente nell'ambito dei servizi: pasti caldi per gli anziani? Servizio lavanderia? Metanizzazione e fognatura diffuse? Favorimento dell'associazionismo sportivo? Efficace Piano Casa per incentivare l'insediamento abitativo come in tutte le altre realtà limitrofe? Non proprio; in compenso possiamo usufruire dello sportello del CVS, del pulmino per il trasporto degli anziani bisognosi e a breve avremo pure la Croce Verde. Nonostante tutto ciò, il dato sull'incremento della popolazione non decolla: 2278 nell'anno 2000… fino a 2170 nel 2007. 108 persone in meno nel giro di 7 anni non sono poche soprattutto se, analizzando i numeri, ci si accorge che il dato più preoccupante non è il saldo nati/morti, ma quello immigrati/emigrati.

Nessuno ha dubbi sul fatto che invertire in modo significativo e costante nel tempo un dato di fondamentale importanza per lo sviluppo di un Comune come l'andamento demografico, è certamente una sfida ardua, ma questo processo deve avvenire e deve porre le proprie basi partendo da linee guida politiche ben programmate e rientranti in un ampio progetto di rilancio del paese.

Nella lettura dell'ultimo bilancio comunale (18 dicembre 2007) si trova traccia di un disegno organico che si muova in questa direzione, ma ancora una volta si scivola via in una pletora di progetti generici, episodici, che ancora una volta non daranno quella spinta tanto auspicabile e ormai non più procrastinabile.

A quando un Piano Casa con consistenti agevolazioni per i giovani, e che tenga conto organicamente del territorio? A quando un Piano Servizi per gli anziani veramente efficace? A quando la coraggiosa scelta di abbandonare il sostegno a progetti soltanto dispendiosi come l'albergo di Cesuna? La popolazione - inesorabilmente sempre meno numerosa - aspetta fiduciosa.

Pubblicato da Emanuele Cusin | 29/03/2008 | Articoli locali | Letto 274 volte

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